PODCAST

Bank Station – Storie di economia e finanza

Bank Station

La finanza e l’economia non sono argomenti semplici. Ma non sono nemmeno riservati a chi ha studiato economia all'università o a chi lavora in questo settore. La finanza e l'economia appartengono a chiunque abbia voglia di capirle fino in fondo. Mettete da parte gli stereotipi su lupi di Wall Street, grattacieli e cravatte, e lasciatevi accompagnare dalle nostre voci e dal sound design di Andrea Roccabella alla scoperta degli eventi che hanno segnato la storia dell'economia e della finanza. Siamo Luca Dann e Francesco Namari, and the next stop is... Bank Station.

Ep3 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il castello di carta
Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.
30-03-2022
18 mins
Ep1 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il negozio dei numeriEp2 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Carenza di liquidi
Nel 1970, l’85% del denaro nell’economia Irlandese esisteva solo sottoforma di depositi in conto corrente, numeri scritti sui libri contabili delle banche.Ma quando quelle banche chiusero i battenti tutto quel denaro, proprio come era stato creato dal nulla, scomparve all’improvviso.All’Irlanda serviva un’alternativa… E quell’alternativa arrivo!Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.
30-03-2022
14 mins
Ep4 – Tinder trap: il credito cooperativo – I believe in yesterday
Nel 1864, Raiffeisen fonda la sua prima cooperativa di credito a Heddesdorf. Il borgomastro è riuscito a creare una banca capace di risolvere la tinder trap, sfruttando i rapporti sociali tra i contadini che vivevano nei piccoli borghi rurali tagliati fuori dalle altre banche. Questo modello di banca si diffonde presto nel resto della Germania e dell’Europa, e il suo successo gli ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).
20-01-2022
32 mins
Ep3 – Tinder trap: il credito cooperativo – Il borgomastro
Il borgomastro Friedrich Wilhelm Raiffeisen ha una soluzione per dare accesso al credito ai contadini: essere tutti più bravi cristiani, smettere di pensare al vile denaro e aiutare il prossimo. Ma prima di realizzare questo paradiso in terra dovrà passare per l’inferno di una carestia, armato solo di una pagnotta di pane.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiCon la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di NatashaSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).
20-01-2022
15 mins
Ep2 – Tinder trap: il credito cooperativo – Gli esclusi
Che cosa hanno in comune gli utenti delle app di incontri online e i contadini tedeschi di metà ‘800? Entrambi devono fare i conti con la selezione avversa e l’azzardo morale! Queste inefficienze di mercato impediscono a chi usa Tinder di trovare il partner perfetto. Le stesse inefficienze lasciavano gli ex servi della gleba esclusi dal sistema bancario, e negavano loro l’accesso al capitale di cui avevano un disperato bisogno.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiCon la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di Natasha e Alessandro Ferrari nel ruolo di LucianoSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).
20-01-2022
25 mins
Ep1 – Tinder trap: il credito cooperativo – La finanza vera
La finanza, quella vera, non è il trading online o un grasso conto in banca, e non è nemmeno riuscire a comprare un bitcoin proprio prima di un aumento vertiginoso del prezzo. La finanza vera è quella con cui devono confrontarsi i contadini tedeschi di metà ‘800: da poco liberati dalla servitù della gleba e bisognosi di capitale per finanziare investimenti nelle loro piccole imprese agricole.In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#creditocooperativoFonti:- Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024- Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280- Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).
20-01-2022
15 mins
Trailer: Bank Station – Storie di economia e finanza
Ciao e benvenuti a Bank Station. Il podcast, diretto dagli ex analisti, della City of London.Ex perché se inizialmente questo podcast era cominciato come un piccolo progetto di educazione finanziaria a cui lavoravamo la notte, ai weekend, o in un qualunque momento libero lontano dai nostri desk nelle investment bank inglesi, adesso è diventato il nostro lavoro a tempo pieno.Abbiamo costruito un piccolo studio di registrazione a Bologna e abbiamo acceso i microfoni.In questo podcast raccontiamo la storia economica, e le notizie finanziarie più importanti, sviscerandole in maniera comprensibile e facendo un uso intensivo del sound design, come quello che state sentendo adesso, secondo noi utilissimo per facilitare ancora di più la comprensione dei complicati temi che trattiamo.Eh sì, non siamo qui a dirvi che la finanza e l’economia sono semplici... Perché non lo sono. La buona notizia, però, è che la finanza non è solo di chi ha studiato economia o di chi lavora in questo settore, la finanza è di chi ha voglia di capirla.I nostri podcast contengono tutto quello che serve sapere per comprendere a fondo una notizia, o un importante avvenimento di storia economica.Le cose vi appariranno semplici non perché siano banali, ma perché noi ve le spieghiamo bene dall’inizio.Questo significa che non vi risparmieremo nemmeno le spiegazioni tecniche e le lezioni di finanza più complesse, spesso fondamentali per capire veramente come sono andate le cose.Ma se avete davvero voglia di capire e di imparare, anche le cose più tecniche diventeranno semplici, visto che avrete chiaro il perché ve le stiamo raccontando.Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.
16-01-2022
2 mins
Ep5 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – L’allunaggio
Un esercito di trader degenerati, chiusi nelle loro case in pieno lockdown, con conti Robinhood carichi di risparmi e di sussidi statali. Una compagnia considerata spacciata e il suo titolo pesantemente shortato. Teorie su un possibile short squeeze stavano cominciando ad apparire qui e là su WallStreetBets. Gli ingredienti ci sono tutti. Che cosa stiamo aspettando?Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/
20-12-2021
37 mins
Ep4 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – La spremuta
20-12-2021
17 mins
Ep3 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – L’establishment
20-12-2021
22 mins
Ep2 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – I degenerati
Robinhood aveva democratizzato la finanza. Chiunque avesse voluto, avrebbe potuto cominciare ad investire. Quello che mancava ai piccoli investitori era il tempo a disposizione e un luogo dove informarsi.Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/
20-12-2021
20 mins
Ep1 – To the Moon! Reddit e il caso GameStop – Robinhood
Il 31 Gennaio del 2020 le azioni di GameStop venivano scambiate alla borsa di New York a prezzi sotto i $4 ad azione. Lo stesso giorno un anno dopo le azioni chiusero la giornata di borsa a $325.Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco TedeschiVoci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco TedeschiSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#GameStopFonti:- Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.- Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021- Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf- Market data from Bloomberg- Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon- https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/
19-12-2021
14 mins
Ep4 – Una nuova era della finanza: passive management & index providers – I piedipiatti
Siamo nel Settembre 2015 e l’allora ministro dell’economia e delle finanze peruviano, Alonso Segura Vasi, è costretto a cambiare repentinamente i suoi piani per volare a nord dell’equatore. Il motivo pare sia dovuto ad un… diciamo pettegolezzo. Un rumour, direbbero in inglese.In pochi minuti Alonso Segura è già su un jet diretto negli Stati Uniti. E badate bene, il ministro non è diretto alla Casa Bianca, questo non è un incontro tra ufficiali per discutere i rapporti tra le due nazioni. Il volo è verso New York, e gli uffici dove è diretto sono privatissimi, a due passi da Wall Street. Sono gli uffici della MSCI, il famoso fornitore di indici.Il motivo che ha spinto il ministro a mettersi su un volo intercontinentale è esattamente lo stesso che ha spinto i nostri due Yankees a compiere un atto illegale di insider trading: in ballo, ci sono miliardi di dollari.Nel capitolo finale di questa storia, a noi di Bank Station non resta che parlarvi di coloro che sono usciti vincitori dalla crescita di popolarità dei fondi passivi che tracciano gli indici. Ovvero coloro che li creano, gli indici. E decidono quindi chi è fuori… e chi è dentro.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione GraficaFonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- Rauterberg, G. and Verstein, A. (2013). Index Theory: The Law, Promise and Failure of Financial Indices, Yale Journal On Regulation. -  Robertson A. (2019). Passive in Name Only: Delegated Management and "Index" Investing, Yale Journal On Regulation.
01-07-2021
27 mins
Ep3 – Una nuova era della finanza: passive management & index providers – Il fiorista
Ci siamo quasi. Il giorno del ribilanciamento degli indici della S&P si fa sempre più vicino.James, nel cercare di convincere Yuanbiao ad aiutarlo nella sua impresa criminale, ripercorre la storia dei fondi passivi, raccontando gli ostacoli che hanno incontrato tra gli investitori e il supporto che hanno invece trovato nella realtà accademica.I primi fondi passivi degli anni 70 e le intuizioni di Jack Bogle. Le ostruzioni degli investitori che bollavano questi fondi come comunisti e non-americani (perché replicare il mercato era un compito da… beh, perdenti). E poi il CAPM, la realtà accademica, Michael Jensen e non solo, che guardavano con scetticismo al mondo dei fondi attivi e con grande interesse a quello dei fondi passivi. I masters of the universe riescono davvero a battere il mercato come millantano? Come ci racconta James, tutto questo comincia a cambiare con la grande recessione del 2007, che spazza via lontano i ricordi dei ritorni strepitosi del mercato pre-crisi e comincia a far scricchiolare il business model dei fondi attivi, che rimaneva dipendente da elevate commissioni.Ma l’ascesa dei fondi passivi passa anche dall’innovazione finanziaria; in questo ambiente di ritorni depressi uno strumento nato negli anni 90 inizia a prendere sempre più piede, facilitando enormemente la crescita del denaro investito nei fondi passivi: gli Exchange Traded Funds. Il terzo capitolo di questa storia passa proprio da questo prodotto, da ciò che lo ha reso così popolare, dalle sue caratteristiche e perché no, anche da un bouquet di fiori!Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione GraficaFonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- The Economist. (2017) Exchange-traded funds become too specialised. [online] Available at https://www.economist.com/finance-and-economics/2017/04/27/exchange-traded-funds-become-too-specialised  [Accessed 1 June 2021]. -  BlackRock. "iShares: What’s an ETF?" [online] Available at https://vimeo.com/33357971  [Accessed 1 June 2021].
17-06-2021
31 mins
Ep2 – Una nuova era della finanza: passive management & index providers – Il taxi
Il secondo episodio della nostra saga sul passive management e gli index providers.Il ribilanciamento dell’indice è in arrivo e James e Yuanbiao sono pronti ad anticipare le mosse del mercato. Il piano è chiaro: James, utilizzando la sua posizione di insider alla S&P DJI, con l’aiuto di Yuanbiao, scommetterà sulle aziende che verranno incluse ed escluse dall’indice prima che la notizia arrivi al mercato, per tirar su una fortuna. Ma c’è qualcosa che tormenta ancora Yuanbiao: com’è possibile che il solo ribilanciamento di un indice, cioè il cambiamento di una semplice lista di aziende, abbia un impatto così grande sui prezzi delle azioni, tale che se anticipato possa fruttare milioni? Il loro piano si basa sull’idea che una volta ribilanciati gli indici, i fondi passivi saranno costretti a ribilanciare a loro volta i loro investimenti comprando e vendendo azioni. Il quesito che si pone Yuanbiao, quindi, non è scontato: ci sono davvero così tanti soldi investiti nei fondi passivi? Così tanti da influenzare il prezzo delle azioni che comprano e vendono?Per rispondere a queste domande vi trasporteremo attraverso anni di storia economica e finanziaria. Attraverso i primi fondi negli anni 70, le intuizioni di Jack Bogle, e le teorie finanziarie di Harry Markowitz, Jack Treynor, William Sharpe, e Michael Jensen.Quindi allacciate le cinture, e tenetevi forte. Il secondo capitolo di questa saga passa attraverso il passive investing, i fondi passivi, la loro nascita e la loro storia.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti: - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.- Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.- Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.- Bloomberg (2019). When Vanguard's founder first invented the index fund, it was ridiculed as 'un-American'. [online] Available at: https://www.businessinsider.com/vanguard-jack-bogle-first-index-fund-criticism-2019-1?r=DE&IR=T.- Bloomberg (2016). Are Index Funds Communist? [online] Available at: https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2016-08-24/are-index-funds-communist.- The Economist (2019). No one did more for the small investor than Jack Bogle. [online] Available at: https://www.economist.com/leaders/2019/01/26/no-one-did-more-for-the-small-investor-than-jack-bogle.
27-05-2021
29 mins
Ep1 – Una nuova era della finanza: passive management & index providers – Il piano
Il 21 Settembre 2020 la Securities and Exchange Commission, l’agenzia americana responsabile della supervisione dei mercati finanziari, ha presentato una denuncia a carico di un certo James Yang, un manager alla Standard & Poor’s Dow Jones Indices, e a carico di un suo amico, Yuanbiao Chen, manager di un ristorante di sushi. L’accusa non è leggera: aver generato quasi 1 milione di dollari attraverso delle operazioni di insider trading.La cifra può sembrare notevole, ma non è così nel contesto dell’insider trading e delle grandi frodi che hanno avuto luogo a Wall Street.Ma allora cosa c'è di particolare in questo evento?La cosa che rende questa storia diversa dai precedenti casi di insider trading, è che James non lavorava per una banca d’affari o per un grosso hedge fund. No, James era un impiegato della Standard & Poor’s Dow Jones Indices, divisione della più conosciuta Standard & Poor’s Global. Un semplice fornitore di indici, o index provider in inglese. Sorge quindi una domanda: come ci arriva l’inside information ad un dipendente di un fornitore di indici?Restate sintonizzati, per venire a capo di questo quesito abbiamo preparato per voi quattro episodi un po’ più complessi del solito. Ma credeteci, comprendere a fondo questo caso di insider trading è fondamentale perché per quanto minuscolo è il simbolo di una nuova era della finanza mondiale.Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti: - SEC (2020). Available at: https://www.sec.gov/litigation/litreleases/2020/lr24909.htm
13-05-2021
20 mins
Ep4 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – Itaca
L'ultimo capitolo della saga sulla crisi greca. Il secondo pacchetto di aiuti aveva evitato, almeno per il momento, il default. Tuttavia la situazione economica in Grecia rimaneva complicata, mentre quella sociale diventava sempre più ingestibile.  Il costo delle politiche di austerity fu molto elevato. Pensate che nel 2013 il tasso di disoccupazione raggiunse il 28%. Questo significa che più di una persona ogni quattro era senza lavoro.   Ma l’economia di un paese non è fatta solo di numeri. Quando si parla di tassi di disoccupazione, di povertà e di recessione, ci si dimentica spesso che dietro alle statistiche c’è gente che soffre, arrabbiata, affamata sia di cibo che di giustizia.  Ma si sa, spesso i momenti più difficili equivalgono a momenti di grande cambiamento. Ed in questo difficile contesto continuava ad acquisire sempre più rilievo un partito che, fino a qualche anno prima, si trovava ai margini del sistema politico greco. Un partito fortemente opposto alle politiche di austerity imposte dai creditori internazionali. Il partito di sinistra radicale… Syriza!  Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station  Crediti:  Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci  Sound design a cura di Andrea Roccabella  Fonti:  - Aljazeera. (2018) Begging for bread: A Greek family under austerity. [online] Available at https://www.aljazeera.com/news/2018/2/23/begging-for-bread-a-greek-family-under-austerity  [Accessed 15 April 2021].  - The Guardian. (2015) The case for cuts was a lie. Why does Britain still believe it? The austerity delusion, by Paul Krugman. [online] Available at: https://www.theguardian.com/business/ng-interactive/2015/apr/29/the-austerity-delusion  [Accessed 1 April 2021].
29-04-2021
39 mins
Ep3 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – L’Idra
Il terzo e penultimo capitolo della saga della crisi Greca. Essendo questa la primissima volta in cui l’Unione si trovava ad affrontare l’imminente default di un suo Stato Membro, non vi erano ancora meccanismi salva-stato a livello europeo. Quindi non c’era una procedura ben definita da seguire. Infatti, questo piano di aiuti venne semplicemente attuato attraverso prestiti bilaterali. Cioè semplici prestiti tra la Grecia e i singoli paesi, e anche tra la Grecia e il fondo monetario internazionale. Ma qual era la condizione che la Troika aveva imposto su questo piano di salvataggio? Ebbene, per la Troika era fondamentale che questo denaro non servisse solo a tamponare la situazione fino alla crisi successiva. No. La grecia doveva impegnarsi a mettere in regola i suoi conti pubblici, riportando fiducia nel paese sui mercati e il suo debito ad un livello sostenibile. In questo modo avrebbe potuto tornare presto a finanziarsi autonomamente e, cosa più importante, sarebbe stata presto in grado di ripagare alla Troika questo enorme prestito. Ma cosa avrebbe dovuto fare in pratica la Grecia per raggiungere questi obiettivi? La risposta gliela diede la Troika: un piano di riforme dolorose e impopolari, comunemente conosciute come politiche di austerity. Non solo, la grecia perdeva anche qualcosa di estremamente importante. Parte della sua libertà. Tra le varie condizioni legate al prestito infatti, la Troika avrebbe sorvegliato strettamente le mosse del governo greco per anni. Per assicurarsi che le politiche di austerity, venissero implementate con disciplina, puntualità, e rigore. Ma cosa sono le politiche di austerity? Ve lo spieghiamo in questo episodio, ma intanto vi diamo un indizio: queste politiche piacciono poco, molto poco, a tutti i popoli. E quello greco, che come sapete dagli episodi precedenti non ci mette molto a farsi sentire, non è stato un’eccezione. Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station Crediti: Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Sound design a cura di Andrea Roccabella Fonti: - Ardagna, S. and Caselli, F., (2012). The Political Economy of the Greek Debt Crisis: A Tale of Two Bailouts Special Paper No. 25. [online] Available at: [Accessed 5 April 2021]. - Council on Foreign Relations. Greece's Debt Crisis Timeline. [online] Available at:   [Accessed 5 April 2021]. - Ilsole24ore. (2018) Il debito greco, una lunga storia di errori. [online] Available at   [Accessed 5 April 2021]. - The Guardian. (2015) The case for cuts was a lie. Why does Britain still believe it? The austerity delusion, by Paul Krugman. [online] Available at:   [Accessed 1 April 2021].
08-04-2021
26 mins
Ep2 – La mia grossa grassa crisi: la crisi greca – L’inganno del cavallo
Pochi giorni dopo le elezioni, Papandreou ricevette la vera eredità lasciatagli dai suoi avi. Non il partito PASOK, ma un segreto. Un segreto terribile che se rivelato avrebbe distrutto l’immagine del paese. Papandreou capì allora che le promesse che aveva fatto al popolo greco non sarebbe riuscito a mantenerle. Era solo una questione di tempo, il momento della verità sarebbe presto arrivato. Quel momento arrivò in Lussemburgo, qualche giorno dopo le elezioni. Il ministro delle finanze greco si trovava ad una riunione con gli altri membri dell’Eurogruppo. Aveva chiesto la parola e sarebbe stato il prossimo ad intervenire. Arrivò il suo turno. Si alzò in piedi. Tutti quanti si zittirono. Fece un grosso respiro. Prese il microfono… ...e confessò. Così comincia la seconda parte della storia della crisi economica greca. Conoscere questa storia aiuta moltissimo a capire certe decisioni che sono state prese in questi mesi dall'Italia e dagli altri paesi europei per affrontare la crisi economica di oggi. La crisi finanziaria della Grecia è stata la prima vera crisi che il blocco europeo ha dovuto affrontare. E si sa, è nei momenti di crisi che il sistema viene messo a nudo. I nodi vengono al pettine, i problemi non possono più essere ignorati, gli anelli deboli si rompono e se non si lavora in fretta, e soprattutto se non si lavora in team, il sistema collassa. Si tratta quindi di un tassello di storia economica da cui l’Europa ha imparato molto: i vantaggi e i limiti della moneta comune, i pro e i contro delle misure di austerità, e ha anche dovuto confrontarsi con le profonde differenze culturali ed economiche dei paesi che la compongono. Alla fine di questa serie di episodi avrete chiari tutti gli avvenimenti che hanno portato al disastro greco del 2010, e le misure che sono state adottate per risolverlo. Questo vi permetterà di capire come funzionano i vari componenti del meccanismo europeo, e di come intervengono nei momenti di difficoltà. Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station Crediti: Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci Sound design a cura di Andrea Roccabella Fonti: -Ardagna, S. and Caselli, F., (2012). The Political Economy of the Greek Debt Crisis: A Tale of Two Bailouts Special Paper No. 25. [online] Available at: https://cep.lse.ac.uk/pubs/download/special/cepsp25.pdf [Accessed 25 March 2021]  -Ilsole24ore.com, 2018. Il debito greco, una lunga storia di errori. [online] Available at: https://www.ilsole24ore.com/art/il-debito-greco-lunga-storia-errori--AEPQskFF [Accessed 25 March 2021] -Nikos Chrysoloras, 2013. "Rebuilding Eurozone’s Ground Zero. A review of the Greek economic crisis," GreeSE – Hellenic Observatory Papers on Greece and Southeast Europe 66, Hellenic Observatory, LSE.
25-03-2021
25 mins